28th
Dicembre
2007

Piero Ricca, un po’ come Marco Travaglio, è per me una persona da rispettare per il coraggio infinito che ha. Visito regolarmente il suo blog che merita di esser visto e rivisto (www.pieroricca.org) tutti i giorni, come una cura.
Si, una cura, una piccola pastiglia quotidiana per farsi forza e dire: “non siamo tutti pecoroni come sembra” ma che c’è ancora qualcuno che ha il coraggio e la forza di incazzarsi.
E quando guardo i suoi video mi sento meglio, quando vedi che mette in riga i vari Emilio Fede, Vittorio Sgarbi, perfino Silvio Berlusconi, e non indietreggia! rimane lì, fermo, continua a dire cose sacrosante che andrebbero urlate in piazza alla domenica con slogan e striscioni, quando le senti dette da lui e sembrano la cosa più naturale e ovvia del mondo ed invece oggi se le dici immediatamente ti becchi una querela o una denuncia (che poi magari vinci, ma non tutti abbiamo 10 avvocati full-time)… E poi vedi questi ometti, attoniti, impietriti, incapaci di rispondere che tentano di farfugliare qualcosa… Potenti in TV, insignificanti per strada…
Fanno tutti la stessa cosa:
- tentano di rispondere alle provocazioni di Ricca (che poi non sono provocazioni, ma fatti veri che in TV non vengono mai detti per compiacenza)
- non riescono a sostenere il dialogo, iniziano ad offendere senza che siano stati ancora mai offesi
- cercano lo scontro fisico (a questo punto orde di guardie del corpo si frappongono e aggrediscono Ricca come se fosse stato lui ad aggredire l’omuncolo di turno)
- chiamano la Polizia (la quale non può fare assolutamente nulla perché non è stato commesso assolutamente alcun reato e chiunque può esprimere le sue idee per strada)
- rimangono lì… ormai in trance da rabbia mista orgoglio ferito, non capiscono come sia possibile che nessuno faccia qualcosa, che il Ricca non venga arrestato e portato via come si aspetterebbero… La folle cresce, Ricca continua a dire imperterrito verità, oggettive e processuali, senza una piega..
- il filmato finisce, nei giorni successivi l’avvocato dell’ometto di turno presenta a Ricca la denuncia/querela.
- tutto viene ovviamente archiviato.
Bravo Piero, vorrei avere il tuo coraggio, davvero.
20th
Dicembre
2007
Che schifo…
…
Che schifo… schifo…
Che paese… neanche in … che schifo!
Ascolta l’intercettazione Saccà-Berlusconi
18th
Dicembre
2007

Da Wikipedia:
Proprietà matematiche
Curiosità
Ok, l’ultima voce non era in Wikipedia, l’ho inserita io.
Tutto cominciò nel lontano 2000, il giorno 3 di Febbraio, quando registrai il mio primo esame universitario: 18/30 in Fondamenti di Informatica 1.
Oggi ho registrato l’ultimo esame della mia vita universitaria: 18/30 in Modelli e Controllo di Sistemi Biologici 2.
Oggi è non casualmente il 18 Dicembre 2007, tutto torna, tutto è matematicamente perfetto. Amen.
16th
Dicembre
2007

Ieri si è tenuto a Villafranca di Verona un convegno organizzato da Italia dei Valori sull’argomento “La nuova informazione: Blog e Internet - Un approccio alle tecnologie e ai linguaggi della Rete”.
E’ stato un incontro davvero di buon livello, per questo ringrazio tutti i relatori che sono intervenuti e il pubblico che ha partecipato.
Alla prossima!
PS: leggi il volantino dell’evento.
9th
Dicembre
2007

Scomparsi grandi giornalisti come Biagi e Montanelli, il panorama dell’Informazione in Italia è desolante e sconfortante. “Paese semilibero” nella libertà di stampa, questa è l’etichetta che ci dà la Freedom House.
Eppure qualcuno c’è chi non si piega, qualche rara scintilla di autonomia, di ricerca della verità, di rifiuto del servilismo. Piccole, isolate, ma potenti fonti di luce dalle quali fuggono vermi e scarafaggi, abituati come sono a vivere nel lurido e negli anfratti schifosi della loro coscienza. Comici, come Grillo e la Litizzetto, e uno degli ultimi grandi giornalisti rimasti, che ho avuto l’opportunità di ascoltare dal vivo: Marco Travaglio.
Segnalo questo video: è il discorso che ha tenuto al Parlamento Europeo di Strasburgo il 13 novembre 2007. Merita di esser visto fino alla fine.
Per cambiare le cose bisogna volerlo. Dobbiamo cambiare molte teste in questo Paese, sostituire molti personaggi e capire che noi siamo quello che vogliamo: lo stato delle cose non è immutabile. Se ognuno contribuisce nel suo piccolo, al lavoro come a casa, rifiutando i comportamenti da “piccola mafia”, i soprusi, le menzogne, le ingiustizie; rispettando e chiedendo di rispettare le regole, pretendendo i propri diritti e le altrui condanne senza sconti, ebbene forse si potrà davvero cambiare qualcosa.
Il destino è nostro.