Marco Travaglio, un uomo.
Scomparsi grandi giornalisti come Biagi e Montanelli, il panorama dell’Informazione in Italia è desolante e sconfortante. “Paese semilibero” nella libertà di stampa, questa è l’etichetta che ci dà la Freedom House.
Eppure qualcuno c’è chi non si piega, qualche rara scintilla di autonomia, di ricerca della verità, di rifiuto del servilismo. Piccole, isolate, ma potenti fonti di luce dalle quali fuggono vermi e scarafaggi, abituati come sono a vivere nel lurido e negli anfratti schifosi della loro coscienza. Comici, come Grillo e la Litizzetto, e uno degli ultimi grandi giornalisti rimasti, che ho avuto l’opportunità di ascoltare dal vivo: Marco Travaglio.
Segnalo questo video: è il discorso che ha tenuto al Parlamento Europeo di Strasburgo il 13 novembre 2007. Merita di esser visto fino alla fine.
Per cambiare le cose bisogna volerlo. Dobbiamo cambiare molte teste in questo Paese, sostituire molti personaggi e capire che noi siamo quello che vogliamo: lo stato delle cose non è immutabile. Se ognuno contribuisce nel suo piccolo, al lavoro come a casa, rifiutando i comportamenti da “piccola mafia”, i soprusi, le menzogne, le ingiustizie; rispettando e chiedendo di rispettare le regole, pretendendo i propri diritti e le altrui condanne senza sconti, ebbene forse si potrà davvero cambiare qualcosa.
Il destino è nostro.
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