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Sui bambini Rom costretti a rubare a Verona…

30th giugno 2008

Sui bambini Rom costretti a rubare a Verona…

posted in Politica |

Oggi ho letto questo articolo di Repubblica che mi ha lasciato veramente di sasso. Già da un po’ la mia Verona è teatro di gesti incredibili (un rumeno assassinato da due italiani per riscuotere l’assicurazione, un ragazzo pestato a morte da 5 ragazzi di famiglie veronesi benestanti, pestaggi di stranieri ai danni di commercianti italiani…) che non trovano alcuna spiegazione.

Tensioni sociali. Tensioni razziali nel nuovo secolo che deve essere il secolo dell’integrazione pacifica. Degrado sociale.

Scarso senso di civiltà, l’idea di farla franca, nell’Italia dove tutti la fanno franca.

La soluzione naturale: pagare per le proprie colpe, per i propri sbagli, con pene certe. Questo è sia un deterrente a commettere nuovi atti criminali, sia un modo sicuro per garantire alla collettività (il cui bene è superiore al bene del singolo, ovviamente) che l’individuo colpevole sarà impossibilitato a commettere nuovi reati per almeno un po’ di tempo.

Oggi questa notizia sui Rom, a confermare ciò che la gente già dice da anni: mandano i figli a rubare sotto minaccia.

Mi auguro che la soluzione sia semplice e diretta: applicazione rigorosa della Legge senza alcuno sconto e senza discriminazioni per via dell’etnia Rom. Sia data la medesima pena che sarebbe stata applicata a cittadini italiani, la stessa pena che ogni persona di buon senso vorrebbe fosse data a chi oltraggia così violentemente l’innocenza infantile. Come minimo la perdita definitiva della patria potestà e un bel po’ di anni di galera (indulti permettendo…).

Non vedo male il censimento dei bimbi Rom, con impronte digitali o meno, ma non per un malsano desiderio di classificazione razzista, semplicemente per normale e doveroso controllo di ciò che ad oggi è sconosciuto. I bambini italiani ed europei si sa di chi sono figli, si sa da dove arrivano. Pari dignità ai bambini Rom: si deve sapere di chi sono figli, da dove arrivano e se possono essere lasciati in simili situazioni di degrado sociale e materiale. Perché la gente dice anche che alcuni bambini non sono figli loro, ma sono rapiti…

Io vorrei essere sicuro che queste sono solo male voci e non hanno alcun fondamento di verità…

This entry was posted on lunedì, giugno 30th, 2008 at 15:57 and is filed under Politica. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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  1. 1 On luglio 3rd, 2008, mamy said:

    Penso che le impronte servano solo se accompagnate
    dalla disponibilita’ vera all’ accoglienza, alla pari dignita’ delle persone, al rispetto e alla salvaguardia delle nostre e loro tradizioni …
    NON dobbiamo permettere che i bambini soffrano ,
    qualunque sia il loro colore o provenienza …
    MA NOI lo vogliamo per davvero ?

  2. 2 On dicembre 4th, 2008, CP said:

    per ridurre il fenomeno camorristico(che si tramanda di padre in figlio) la scuola non ha nessun effetto concreto. Togliere la patria podestà e dare i figli in adozione. Forse qualche delinquente deciderebbe anche di cambiare vita. Tutte le altre forme di abuso diretto o indiretto sui minori sarebbero automaticamente trattate di conseguenza.

  3. 3 On gennaio 28th, 2009, Anita Manila said:

    La nostra italietta non è certo un paese che brilla per la certezza della pena. Questo non lo sappiamo solo noi che ci viviamo ma è motivo di derisione nei nostri confronti anche all’estero (non sai quanto ci prendono per i fondelli in Romania per esempio)!
    I rom che vengono da lì, sempre per restare in tema, o dalla Bulgaria, ancora peggio, sono proprietari di ville nel paese di origine. Case che dall’esterno sembrano lussuosissime ma all’interno sono completamente vuote e affumicate. La vita si svolge in cortile sotto una tenda e all’interno della villa si fa il falò per cucinare e scaldarsi durante le bevute. I bambini camminano scalzi anche in pieno inverno, vengono picchiati se andando ad elemosinare davanti alle chiese o rubando non portano a casa abbastanza da permettere ai genitori-sfruttatori di poter far festa tutto il giorno tutti i giorni. La risposta tipica della gente a questi bambini costretti all’accatonaggio è: “Pleaca de aici! Trimi-te pe ma-ta si pe ta-cto sa lucrez!” (Sparisci da qua! Manda tua madre e tuo padre a lavorare!).
    Noi in Italia, con la scusa della solidarietà e dei diritti umani, facciamo in modo di tutelare questi genitori (ma che tali non possono definirsi) organizzando campi di accoglienza con tanto di acqua, luce, gas e tassa rifiuti a spese dei cittadini, a scapito dei bambini che crescono con un’idea tutta loro del mondo che li circonda.
    In Romania, invece, sono vietati i campi nomadi e se mai dovesse presentarsi un assembramento di roulottes/tende arriverebbero immediatamente le RUSPE per lo sgombero coatto (se restano dentro a fare sit-in ca##i loro!). Da noi no, vige il finto perbenismo, salvo indignarsi per stupri, furti, omicidi quando succedono. Anzi, se nella tradizione di una popolazione l’abuso di alcool è normale, in un caso di reato deve essere considerato come attenuante, è necessario che ci adeguiamo noi alle culture diverse se no siamo considerati razzisti!
    La Legge dovrebbe essere uguale per tutti coloro che vivono qui, ma si sa… l’Italia è il paese delle deroghe…

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