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Notizie di oggi, un commento

18th gennaio 2008

Notizie di oggi, un commento

Totò Cuffaro

  • Condanna 5 anni a Totò Cuffaro, presidente della regione Sicilia, interdetto dai pubblici uffici, dice che non si dimetterà perché è stato dichiarato colpevole di favoreggiamento senza l’aggravante a Cosa nostra.

Commento: schifo.

  • Dicktat dell’Udeur: o mozione di solidarietà pro-Mastella e è crisi di maggioranza.

Commento: SCHIFO.

  • Chiesto rinvio a giudizio per Berlusconi per il caso delle raccomandazioni in RAI di 5 vallette (intercettazione Berlusconi-Saccà). Tutti insorgono, è un complotto, accuse ridicole, ci sono cose più importanti…

Commento: SCHIFO SCHIFO SCHIFO!!!

Sono nauseato da tanta volgarità morale, da tanta sfrontatezza, da tanta mancanza di rispetto per qualsiasi regola. Il mondo non è alla mercé di questa gentaglia, dobbiamo riprendercelo.

Forse l’unico modo di rilassarsi un secondo è alzare il collo, e guardare più in là. Levare lo sguardo e andar oltre le nostre scarpe lordate da queste fetenti notizie, espandere gli orizzonti e assumere un punto di vista più globale. Allontanarsi dalla misera realtà locale, cercare di aspirare a qualcosa di più puro e limpido.

In seguito si farà pulizia degli scarafaggi con una massiccia dose di insetticida e tante palette di plastica a forma di manina che fa “Ciao!“.

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16th gennaio 2008

Hanno arrestato l’UDEUR!

Quoto con piacere l’ultimo post di Beppe Grillo dove viene pubblicata una lettera di un grande giornalista qual è Marco Travaglio:

http://www.beppegrillo.it/2008/01/hanno_arrestato.html

Dopo aver visto il TG1 delle 13.30 sono sempre più inorridito dello schifo di informazione e dello schifo di parlamento che abbiamo in Italia. Tutti a stringersi attorno al “povero” ministro, tutti contro i magistrati, tutti a invocare la fine della persecuzione giustizialista. Uno (non ricordo chi accidenti) aveva persino detto che in questi anni si è tentato di ridurre la distanza tra politica e magistratura ma senza successo… MA MENO MALE!!! E’ ESATTAMENTE PER QUESTE SITUAZIONI IN CUI LA POLITICA E’ TOTALMENTE MARCIA CHE E’ BENE CHE I POTERI SIANO BEN SEPARATI!

La situazione sembra tornata al 1992 (”Vuoi pure queste?? Bettino vuoi pure queste?!?“), non c’è più alcuna parvenza di legalità. La legalità stessa è sotto assedio e la politica istituzionale chiede a gran voce in un unico coro (con poche, pochissime eccezioni) di non essere giudicata: si erge superiore alla Giustizia. La Legge non è uguale per tutti allora…

E’ facile che succeda qualcosa a breve, perché la distanza è troppo abissale. Non solo la distanza tra la politica ed i cittadini, ma come pure la distanza tra l’informazione e la realtà, perché quello che ho visto oggi non era un TG, era una TG repubblicano sotto Regan, un TG di stato a Mosca.

Ma per fortuna c’è la Rete e molti, moltissimi cittadini sanno come stanno le cose.

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9th gennaio 2008

Jacqueline Saburido, una donna

Jacqueline Saburido before crash

Oggi ho scoperto casualmente la storia di Jacquelina, una ragazza di origine venezuelana che oggi vive a Louisville, nel Kentucky, e che ha più o meno la mia età. Studiava Ingegneria Industriale nel Venezuela e aveva deciso di andare un po’ di tempo negli Stati Uniti per imparare l’inglese (impressionante il parallelo con la mia esperienza). Una storia di vita ed una storia di speranza, nonostante tutto.

Jacqui ha un incidente stradale durante il suo soggiorno ad Austin (Texas) nel 1999, tornando a casa dopo esser stata in un locale con gli amici. Un giovane quasi coetaneo ubriaco investe lei e la sua auto con un SUV, provocando la morte sul colpo di due amici che stavano in macchina. Lei rimane intrappolata dentro l’auto e per 45 secondi il suo corpo brucia nelle fiamme, provocandole ustioni del terzo grado sul 60% del corpo (una percentuale con cui si può facilmente morire).

Jacqui, una bella ragazza di 19 anni, rimane sfigurata. La sua faccia viene mangiata dalle fiamme, così come le sue dita delle mani. Passa diversi mesi costantemente sedata, tra la vita e la morte. Negli anni successivi il padre la accudisce a tempo pieno, perché da sola non riesce a fare nulla. I mesi di totale immobilità le lasciano i muscoli atrofizzati, perfino piegare il braccio per eseguire esercizi di fisioterapia, per stimolare l’elasticità della nuova pelle, è una sofferenza. E’ quasi cieca, vede un po’ meglio dall’occhio destro, ma il sinistro è più critico perché il fuoco ha divorato la palpebra e deve mettere collirio ogni 45 minuti. La notte ogni due ore il padre si sveglia per lacrimare comunque quell’occhio.

Poi, con un’immensa forza di volontà, piano piano con i mesi e gli anni le cose migliorano. Piccoli successi, piccole vittorie nelle mille battaglie quotidiane per raggiungere l’indipendenza. Con pazienza, a minuscoli passi, pazienza e forza, pazienza e forza… Jacqueline non è un’eroina, è solo una ragazza come tante altre, non era nata per essere una martire. Ma riesce. Riesce nella sua vita, nel ritornare poco a poco una persona, se non felice, almeno con momenti di buon umore.

Dopo 50 interventi chirurgici, i medici sono riusciti a costruirle una specie di palpebra, non deve più mettere il collirio così spesso. Le hanno staccato i monconi di dita della mano che si erano saldati con la ricrescita della carne: ora riesce a stringere una penna e a mangiare da sola con una speciale forchetta. Riesce anche ad usare il computer e a scrivere le email, seppur premendo un carattere alla volta. Non deve più mettere la tuta nella parte superiore del suo corpo, ma solo sul bacino e sulle gambe. Riesce a dormire, senza preoccuparsi di danneggiare l’occhio col cuscino. Ha anche avuto un trapianto di cornea, vede meglio.

Ha ripreso gli studi in Inglese (motivo per cui era venuta negli Stati Uniti) e li ha conclusi grazie anche a chi la aiutava a prendere gli appunti o le faceva le fotocopie ingrandite dei libri di testo. E’ una persona attiva, partecipa ad incontri e campagne contro l’alcol alla guida, sta pensando di scrivere un libro sulla sua storia. Spera un giorno di raggiungere l’indipendenza necessaria per poter tornare a casa in Venezuela.

Cosa può lasciarci di buono questa storia? Quali risposte? Perché il destino sceglie alcuni di noi a caso e ne fa tragedie simili, senza alcuna colpa? Io personalmente ho capito tre cose:

  1. il bene più prezioso, la voglia di vivere e di dare il massimo possibile, va coltivato dentro giorno per giorno, poiché nessuno ce lo può dare da fuori;
  2. l’amore dei propri cari non ha prezzo;
  3. le battaglie contro l’alcol alla guida vanno sempre sostenute.

Il sito internet di Jacqueline raccoglie donazioni (non ha l’assicurazione sanitaria). Pubblico l’indirizzo, ma le immagini contenute sono altamente impressionanti e ne sconsiglio la visione a chi è sensibile.

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7th gennaio 2008

L’informazione del TG1, l’informazione italiana

Mi sono già espresso più volte sull’informazione italiana e lo stato di “paese semilibero” che ha l’Italia per quanto riguarda la libertà di informazione.

Il passaggio da Mimun a Riotta non ha affatto migliorato le cose come si auspicava.

Ho vissuto il V-Day, l’8 settembre 2007, in prima persona ed HO VISTO con i miei occhi quello che è successo. Poi ho letto e sentito quello che ha detto l’informazione italiana, ed ho AVUTO LA PROVA che essa è FALSA e SERVIZIEVOLE nei confronti dell’apparato politico e di potere.

Supporto quindi pienamente anche il secondo V-Day previsto per il 25 Aprile 2008 per un’informazione libera e seria, al nostro servizio e non a quello della politica e delle corporazioni.

PS: Un video assolutamente da vedere che ben sintetizza il concetto: link.

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