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Film “Il quarto tipo”: tutto una bufala

7th novembre 2010

Film “Il quarto tipo”: tutto una bufala

Charlotte MilchardCharlotte Milchard

Forse serve dirlo, forse no. Meglio comunque dirlo piuttosto che lasciare in sospeso.

Ho visto di recente il film “Il quarto tipo” (”The Fourth Kind“, in lingua originale) dove si presenta una storia di rapimento di alieni corredata da “prove” e filmati autentici, nonché della reale testimonianza della “dott.ssa Abigail Tyler”.

La particolarità di questo film, rispetto a tanti altri, è che premette la totale veridicità di quanto riportato e per rafforzare quest’idea viene presentata l’attrice Milla Jovovich come controparte nel film della “reale” dott.ssa Tyler, anch’essa presente nel film sottoforma di filmati “autentici” e interviste. Durante la campagna promozionale la casa di produzione (Universal Pictures) ha addirittura creato siti web finti per dare corpo al personaggio della Dr. Tyler, pagando poi una multa di $20.000 per aver diffuso false notizie.

Facendo una rapida ricerca in Internet, saltano subito evidenti le prove della falsità di tutto quanto riportato nel film, dei filmati, delle registrazioni audio, ecc… In particolare si scopre presto che la “vera dott.ssa Abigail Tyler” è un personaggio del film interpretato dall’attrice Charlotte Milchard, che infatti riporta il film tra le sue partecipazioni.

A mio avviso questa tattica commerciale è veramente scorretta, in quanto porta a pensare in buona fede che quanto si sta per vedere sia reale. Sono sicuro che molta gente è ancora convinta che sia così, o che comunque ha maturato un dubbio vedendo il film. D’altra parte sempre in Internet è facile imbattersi in complottisti che ritengono che l’identità della “vera dott.ssa Abigail Tyler” sia stata cancellata dal governo… (sic!)

Se viene permesso a questi produttori di dichiarare così apertamente il falso, per nascondersi dietro alla scusa “beh ma tanto era solo un film” che ne sarà dei documentari e dei film che utilizzano veramente delle basi reali per denunciare dei fatti storici (ad esempio, l’Olocausto)? Che ne sarà del senso comune di realtà e finzione se lo spettatore può essere impunemente ingannato e pertanto lasciato a dubitare o a credere a tutto? Sappiamo benissimo che non tutti verificano le informazioni che ricevono, le catene di S.Antonio lo insegnano.

Forse serviva dirlo, forse no. Meglio comunque dirlo.

Fonti:

http://www.ditadifulmine.com/2009/11/fourth-kind-la-verita-e-le-bugie-dietro.html

http://www.babylonbus.org/2010/04/09/viral-marketing-un-esempio/#more-2169

http://community.adn.com/node/143292

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